Il 26 maggio RACE ha lasciato sul terreno l'8,37% a Milano, bruciando capitalizzazione fino a sotto i 60 miliardi di dollari. La miccia è la Luce, prima Ferrari elettrica, prezzo €550.000, design firmato Jony Ive che ha spaccato la critica. Ma il multiplo era già passato da 47x a 31x ben prima del lancio. Proviamo a separare la crisi di prodotto dalla crisi di narrativa, senza confonderle con una crisi aziendale che — per ora — non c'è.
Il fatto: 8,37% in una seduta, e un cavallino contestato
Il 26 maggio 2026 RACE ha chiuso a Milano con un -8,37% (-€25,95 sul precedente €310), a New York con -5,26%. Il volume sull'NYSE è stato 3,8 volte la media a venti giorni: 2,1 milioni di azioni scambiate contro una media di circa 556 mila. Non un movimento di sentiment, una vendita istituzionale vera. Il 27 mattina il pre-market di Wall Street ha provato un rimbalzo del 3% circa, mentre Milano apriva a €283 prima di risalire verso €291. Niente capitolazione, ma niente "buy the dip" festoso.
Il detonatore è noto: il giorno prima, alla Vela di Calatrava di Roma, Ferrari aveva presentato la Luce, primo veicolo full electric della casa. Quattro porte, cinque posti, 1.050 CV su quattro motori elettrici, 0-100 in 2,5 secondi, 530 km di autonomia WLTP, design firmato da Jony Ive con il suo collettivo LoveFrom. Prezzo di partenza: €550.000 in Europa, circa $640.000 negli Stati Uniti. Prime consegne Q4 2026 in Europa, Q2 2027 in America. Sessantadue brevetti nuovi in una sola macchina, batteria strutturale, motori Halbach sviluppati in casa.
Tutto bello, sulla carta. Poi è arrivato l'internet — e l'ex presidente.
Ipotesi A: è la Luce. Linee sbagliate, prezzo sbagliato
La prima lettura, la più immediata, è quella prodotto-specifica. Da Quattroruote la Luce è stata definita «l'auto più divisiva nella storia del Cavallino Rampante», con reazioni di redazione che andavano da «sembra una Toyota Prius» a «oddio, che brutta». Hagerty l'ha bollata come «crude, ill-proportioned and inappropriate». Pierre-Olivier Essig di AIR Capital, citato da Bloomberg, l'ha descritta come «un mix tra una Honda Accord EV e una Tesla Model 3». Carlo Calenda ha parlato di «insulto estetico e tecnologico a chiunque ami Ferrari».
E poi c'è la frase che ha fatto il giro del mondo. Luca Cordero di Montezemolo, presidente Ferrari dal 1991 al 2014, ha dichiarato all'Assemblea di Confindustria Roma:
«Se dicessi quello che penso davvero, direi cose molto spiacevoli, quindi preferisco non commentare. Spero solo che qualcuno tolga il Cavallino Rampante da quell'auto. C'è il rischio di distruggere un mito, e me ne dispiace molto.»
(traduzione di chi scrive dal comunicato originale in inglese riportato dal Sole 24 Ore.)
Sul versante prezzo, anche Equita ha segnalato che i €550.000 di listino stanno sopra l'ASP di gruppo (~€440.000 nel 2025, €453.000 in Q1 2026): è margin-accretive sul singolo pezzo ma, come ha calcolato Mediobanca, la Luce resterà sotto l'1% dei volumi Ferrari. Marginale sulla top line, irrilevante sul mix aggregato. Se la tesi A regge, allora il problema è circoscritto: un modello mal accolto, un prezzo aggressivo, qualche mese di rumore mediatico, e il titolo torna ai suoi multipli. È la lettura che sta dietro al consenso «Strong Buy» degli analisti coperti (16 di numero, target medio $469, upside del 41% dal prezzo attuale a $330).
C'è anche un precedente che gli ottimisti citano spesso, ed è il Ford Mustang Mach-E del 2019: identiche critiche estetiche, identica accusa di tradimento del DNA, poi è diventato il Mustang più venduto della storia. Bernstein, in chiave bullish, paragona la Luce a Field of Dreams: «if Ferrari builds the car, the clients will come».
Ipotesi B: il multiplo era già malato prima della Luce
Qui è dove la storia si complica, e dove guardiamo i numeri con un po' più di freddezza.
Il PE trailing di RACE è sceso da una media storica triennale di 47,9x a circa 30,8x oggi. Il PE forward è a 28,7x. In altre parole, il mercato ha tolto quattordici-quindici punti di multiplo al titolo prima che la Luce venisse svelata. Il -8,37% del 26 maggio è la coda di una compressione che era già scritta nei prezzi: dal massimo a 52 settimane di $519,10 (12 febbraio 2026), RACE aveva già perso il 33% al 26 maggio. La Luce ha aggiunto -6% in un giorno a un de-rating del -30% già metabolizzato.
I catalizzatori strutturali che il mercato stava scontando sono almeno tre, indipendenti dal lancio di Roma.
Primo: l'ambiguità EV. Ferrari ha tagliato il target di portafoglio elettrico al 2030 dal 40% iniziale al 20% attuale (40% ICE, 40% ibrido, 20% BEV). Un brand che lancia il suo primo EV mentre dimezza la sua promessa di transizione elettrica trasmette un segnale doppio, e i mercati i segnali doppi li scontano. Aggiungiamo il contesto: Lamborghini ha cancellato il Lanzador il 21 febbraio 2026 dichiarando interesse degli acquirenti «close to zero» per una supercar senza motore termico; Porsche ha fatto un writedown EV da €3,9 miliardi nel 2025. Ferrari entra in un segmento che i concorrenti stanno abbandonando. Jalopnik ha avanzato l'ipotesi che la Luce serva anche da strumento di compliance normativa, per consentire ai clienti di continuare ad accedere ai modelli a combustione. Un'ipotesi, non un fatto — ma il fatto che venga avanzata sui media specializzati dice qualcosa sulla narrativa.
Secondo: i fondamentali Q1 hanno graffiato. Le consegne del primo trimestre 2026 sono state 3.436 unità, -4,4% su Q1 2025 e sotto consensus a 3.520. Il management ha parlato di «rallentamento produttivo deliberato in vista del cambio di modelli» — spiegazione tecnicamente plausibile, dato un carnet ordini esteso fino a fine 2027, ma è la prima volta in molti trimestri che le consegne vanno sotto attese. EBIT margin Q1 a 29,7% contro il 30,2% di un anno fa: ancora il migliore del settore (Lamborghini ~24%, Porsche ~6-7%, Aston Martin negativo), ma 50 bps non sono zero.
Terzo: dazi e FX. Gli Stati Uniti restano il primo mercato singolo di Ferrari, e i dazi del 25% sulle auto importate dall'Europa stanno mordendo. Ferrari ha alzato i prezzi di alcuni modelli fino al 10% per compensare, ma ha esplicitamente segnalato un rischio fino a 50 bps su EBIT e EBITDA margin. La guidance 2026 è stata confermata, non alzata: ricavi ~€7,5 miliardi, EBIT margin ≥29,5%, EPS diluito rettificato ≥€9,45 — quest'ultimo, va detto, già sotto il consensus sell-side di ~€11,35 al momento della pubblicazione. Una guidance confermata dopo un trimestre sotto attese vale meno di una guidance alzata. I gestori questa distinzione la fanno.
| Indicatore | Pre-Luce (media storica) | Oggi (27/05/2026) | Delta |
|---|---|---|---|
| PE TTM | ~47x | ~31x | -34% |
| Target EV 2030 (% portafoglio) | 40% | 20% | -50% |
| Consegne Q1 vs consensus | in linea | -4,4% | sotto |
| EBIT margin | 30,2% | 29,7% | -50 bps |
| Prezzo NYSE | $519 (ATH) | $330 | -36,5% |
Dove finisce il prodotto, dove comincia la narrativa
A questo punto la tensione tra le due ipotesi diventa la cosa interessante. La A è vera: il design ha spaccato la critica, il prezzo è alto, la comunicazione è stata zoppa (Electrek ha notato che al lancio non c'era nessun test drive disponibile per i giornalisti — solo footage di brand ambassador; per un marchio che vende l'emozione di guida è un'omissione che pesa). La B è altrettanto vera: il multiplo era già compresso, la transizione EV è ambigua, i dazi pesano, le consegne Q1 hanno graffiato.
Però conviene fare una distinzione che il mercato non sta facendo bene, e cioè quella tra crisi aziendale e crisi di narrativa.
La crisi aziendale, semplicemente, non c'è. EBIT margin 2025 a 29,5%, il più alto del settore auto. Free cash flow industriale 2025 a €1,538 miliardi. Buyback in esecuzione da €3,5 miliardi al 2030 (due tranche da €250 milioni già attivate, 1.027.264 azioni già riacquistate per €303,6 milioni). Carnet ordini sui modelli esistenti fino a fine 2027. Guidance 2026 confermata. Governance stabile, Vigna rinnovato fino al 2029. Quattordici analisti, zero raccomandazioni di vendita. Una società in queste condizioni non è in crisi.
La crisi di narrativa, invece, è reale e profonda. Per cinque anni Ferrari ha venduto una storia precisa: pricing power da maison del lusso, margini da Hermès, multiplo da bene Veblen più che da casa automobilistica. A 47x di PE, quel posizionamento implicava che il mercato comprasse Ferrari come brand di lusso, non come car maker. La Luce ha materializzato il dubbio che quel posizionamento non sia più difendibile su un orizzonte decennale: una berlina elettrica da €550.000 che la rete definisce «come una Nissan» è esattamente l'argomento che gli scettici aspettavano per ricalibrare il multiplo. Da 47x verso 30x non è un re-rating bear, è un riconoscimento che Ferrari nel 2030 sarà più simile a Porsche (oggi a multipli compressi) che a Hermès.
Detto altrimenti: il -8,37% di ieri non è il mercato che dice «Ferrari è malata». È il mercato che dice «non vi pago più il premio del lusso puro». Sono due frasi molto diverse, e fanno due investimenti molto diversi.
Cosa monitorare nelle prossime 4-6 settimane
- Ordini Luce confermati o annuncio di sold-out: entro giugno saprà la cifra reale di domanda. Se le configurazioni partono robuste nonostante il rumore social, l'ipotesi A si sgonfia da sola. Se restano tiepide, conferma B.
- Q2 2026 (risultati luglio): il management ha promesso un recovery delle consegne dopo il -4,4% di Q1. Se Q2 non recupera, la guidance 2026 diventa difficilmente difendibile e arriva un profit warning vero.
- Aggiornamento dazi USA-EU: ogni movimento sul fronte tariffario sposta direttamente i 50 bps di margine a rischio. Da seguire continuativamente.
- Revisione target dei broker bear: Morgan Stanley ha già tagliato a €330. Se altre due o tre case si allineano nelle prossime quattro settimane, si forma un consensus bear che oggi non esiste — e il floor di prezzo si abbassa di un altro gradino.
Per chi guarda con orizzonte trimestrale, RACE oggi è un titolo con fondamentali solidi e narrativa fragile. Per chi guarda con orizzonte decennale, la domanda non è se Ferrari sopravvivrà — sopravvivrà benissimo — ma se varrà 30x o 45x gli utili nel 2030. La Luce, e quello che le succederà nei prossimi sei mesi, è il primo vero referendum su questa domanda.
Fonti principali consultate il 27/05/2026: Il Sole 24 Ore — Ferrari stock market collapses; Investing.com — Why is Ferrari stock sliding today; StockAnalysis — RACE; MarketBeat — RACE forecast; Quattroruote — presentazione Ferrari Luce; Electrek — Ferrari RACE stock plunge; Reuters/Investing — Ferrari Luce bold leap; Euronews — Ferrari's $550.000 EV looks like a Nissan; Autoevolution — Luce senza competitor dopo Lanzador.


