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    Titoli di Stato, vantaggi e svantaggi: perché un BTP in euro e un Treasury in dollari non sono lo stesso investimento
    macro10 Lug 2026 · 09:00

    Titoli di Stato, vantaggi e svantaggi: perché un BTP in euro e un Treasury in dollari non sono lo stesso investimento

    Il BTP decennale rende il 3,83%, il Treasury americano il 4,54% (10 luglio 2026). Il secondo paga di più: sembra la scelta ovvia. Non lo è. I titoli di Stato hanno vantaggi reali — rendimento certo se tieni a scadenza, cedole, tassazione al 12,5%, garanzia sovrana — ma anche svantaggi che il rendimento nominale nasconde: rischio tasso (duration), inflazione, prezzo se vendi prima. E quando esci dall'euro per inseguire un rendimento più alto, si aggiunge il rischio cambio, che può azzerare o invertire il vantaggio di rendimento. Due assi a confronto — valuta interna (euro) e valuta estera (dollaro, sterlina) — con gli esempi numerici su duration e su EUR/USD.

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    Punto mercati - 10 luglio 2026
    Mercati10 Lug 2026 · 08:00

    Punto mercati - 10 luglio 2026

    Wall Street chiude ieri in rialzo pieno — S&P 500 a 7.543 (+0,81%), Nasdaq +1,30% — trainata dai chip, ma stamattina i future americani rifiatano leggermente in rosso (S&P −0,16%, Nasdaq −0,18%). L'Asia gira in verde: Nikkei +1,47%, Hang Seng +1,31%, Shanghai +0,76%. Il petrolio si è calmato dopo il balzo di mercoledì sulle tensioni USA-Iran: Brent a 76,4, WTI a 72,1, entrambi sostanzialmente fermi. Future EuroStoxx 50 appena sotto la parità, BTP 10 anni al 3,85% con spread sul Bund intorno agli 80 punti. L'apertura europea si preannuncia cauta, in attesa del CPI americano del 14 luglio e degli earnings di Delta.

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    I mercati rifiatano sotto le bombe: perché con l'escalation iraniana in corso il barile rientra e il rischio torna a salire
    Mercati9 Lug 2026 · 09:30

    I mercati rifiatano sotto le bombe: perché con l'escalation iraniana in corso il barile rientra e il rischio torna a salire

    Ieri era stata una giornata violenta: secondo giorno di raid americani sull'Iran, il cessate il fuoco dichiarato «finito» da Trump, l'Iran che rivendica 85 siti colpiti in Bahrein e Kuwait, e il petrolio in fuga con il Brent settlement a +5,2%. Stamattina, 9 luglio, la sequenza si rovescia: il barile è sostanzialmente invariato e — questo è il punto — il Brent è tornato pesantemente sotto gli 80 dollari, a circa 77,8, mentre il WTI resta sopra i 70 a 73,2. Le borse europee provano a rimbalzare, i future americani sono in leggero verde dopo il calo di ieri, il Bitcoin è di nuovo sopra i 62.000 dollari e l'euro tiene il suo 1,14 basso sul dollaro. Le tensioni non calano. Eppure il mercato rifiata e riprende una corsa che dura da settimane. Perché? La resilienza — o l'assuefazione — al rischio geopolitico, letta con la cautela che il rischio di coda impone.

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    L'estate dei rischi: la tregua di Hormuz salta, il petrolio si ricorda di avere paura — e cosa significa per energia e lusso
    Mercati8 Lug 2026 · 09:00

    L'estate dei rischi: la tregua di Hormuz salta, il petrolio si ricorda di avere paura — e cosa significa per energia e lusso

    Dieci giorni fa scrivevamo che il barile aveva smesso di avere paura: la tregua di Islamabad reggeva e il greggio stava sotto i settanta. Poi, tra il 6 e il 7 luglio, tre navi colpite nello Stretto di Hormuz — la LNG carrier qatariota Al Rekayyat, la superpetroliera saudita Wedyan, la Kiku — e la rappresaglia americana: oltre 80 obiettivi iraniani colpiti, waiver sul petrolio iraniano revocato. Il premio di guerra e rientrato in fretta: WTI a 72,6 dollari, Brent a 76,5, oltre il 5% in una settimana. Intanto la NATO si riunisce ad Ankara divisa sulla spesa, la Russia bombarda Kiev, il gas europeo risale con gli stoccaggi al 50%. E l'euro resta a 1,14 sul dollaro — un dettaglio che pesa piu di quanto sembri sul lusso. La mappa dei rischi dell'estate, fronte per fronte.

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    Il lusso rialza la testa: Ferrari, LVMH e Moncler dopo la sbornia — ripresa vera o rimbalzo tecnico?
    Mercati7 Lug 2026 · 09:30

    Il lusso rialza la testa: Ferrari, LVMH e Moncler dopo la sbornia — ripresa vera o rimbalzo tecnico?

    Dopo due anni di vendite in calo — la seconda volta dal 2008 — il lusso mostra i primi segni di stabilizzazione. LVMH, il termometro del settore, ha chiuso il primo trimestre 2026 con una crescita organica di appena l'1% e la moda in territorio negativo; Ferrari ha confermato la guidance con margini operativi al 29,7% e un portafoglio ordini esteso a fine 2027; Moncler ha battuto le attese con ricavi a 881 milioni. Tre risposte diverse allo stesso ciclo. A Parigi LVMH tratta a circa 500 euro, ancora sotto i massimi; RACE è a 392 dollari, giù dal picco di 519; Moncler a 52 euro, a un passo dal massimo dell'anno. Gli analisti scommettono su una ripresa graduale, non su un rimbalzo verticale. La distinzione conta.

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    Bitcoin e cripto nel secondo semestre 2026: dove sta il mercato, chi lo muoverà, cosa dicono le case
    Mercati6 Lug 2026 · 09:30

    Bitcoin e cripto nel secondo semestre 2026: dove sta il mercato, chi lo muoverà, cosa dicono le case

    Bitcoin apre il secondo semestre intorno ai 62.900 dollari, metà del massimo di ottobre, con l'indice della paura a 24. Ma sotto il prezzo qualcosa si muove: il report sul lavoro americano di giugno — 57 mila posti, la metà delle attese — ha riacceso le scommesse su una Fed meno aggressiva, ha spezzato dieci giorni di deflussi dagli ETF e ha rimesso ossigeno sul rischio. Nel frattempo le mani forti hanno ripreso ad accumulare. Le forze che decideranno l'H2 sono quattro — liquidità e tassi, flussi istituzionali, ciclo, regolamentazione — e le case le leggono in modo opposto: dai 100 mila di Standard Chartered ai 200 mila di Bitwise, passando per chi si rifiuta di dare un numero. Una mappa, non una profezia.

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    Outlook secondo semestre 2026: l'inflazione detta i tassi, i tassi dettano tutto il resto
    Mercati3 Lug 2026 · 09:00

    Outlook secondo semestre 2026: l'inflazione detta i tassi, i tassi dettano tutto il resto

    Tre fronti, una sola catena. Da un lato l'inflazione che negli Stati Uniti non scende — PCE di maggio al 4,1%, core al 3,4% — mentre in Europa il flash di giugno sorprende al ribasso (2,8% di testa, 2,4% core). In mezzo due banche centrali che divergono: la Fed di giugno alza le proiezioni e la mediana dei membri indica un rialzo entro fine anno (dot al 3,8%), la BCE ha portato il deposito al 2,25% ma il mercato la vede quasi ferma. Il report sul lavoro di giugno, uscito ieri, ha rotto il copione: 57 mila posti contro i 115 mila attesi, disoccupazione al 4,2%, il dollaro giù verso 1,145 sull'euro. Dove va l'inflazione decide i tassi, i tassi decidono il dollaro e i tassi decidono il reddito fisso. Questa è la mappa del secondo semestre, tenendo insieme i tre fronti che di solito si leggono separati.

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    I mercati appesi a due numeri: i prezzi che non scendono e il lavoro che oggi parla
    Mercati2 Lug 2026 · 09:00

    I mercati appesi a due numeri: i prezzi che non scendono e il lavoro che oggi parla

    Wall Street non guarda più un dato solo, ne guarda due, e li tiene su una bilancia. Da un lato l'inflazione che non molla — PCE di maggio al 4,1%, core al 3,4%, il massimo da tre anni. Dall'altro il mercato del lavoro, che oggi pomeriggio consegna il suo verdetto: il report sull'occupazione di giugno, anticipato a giovedì per la festa del 4 luglio, con attese intorno ai 100-115 mila posti e disoccupazione al 4,3%. In mezzo c'è la Federal Reserve di Kevin Warsh, che ha appena detto a Sintra che «i prezzi sono troppo alti» e ha tolto ai mercati il radar della forward guidance. È la funzione di reazione della banca centrale a legare i due numeri, e a spiegare il paradosso del momento: un lavoro forte non è più una buona notizia per le borse. L'anello che paga il conto ha un nome preciso — il tecnologico, e dentro di esso la scommessa sull'intelligenza artificiale.

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    TFR in azienda o al fondo pensione: la guida per capire quale scelta conviene
    Fiscalità1 Lug 2026 · 09:00

    TFR in azienda o al fondo pensione: la guida per capire quale scelta conviene

    Da oggi 1° luglio la riforma spinge i neoassunti nella previdenza complementare per default. Ma la scelta di fondo resta la stessa che ogni dipendente affronta: tenere il TFR (in azienda o al Fondo Tesoreria INPS) o conferirlo a un fondo pensione. Rivalutazione garantita ma modesta contro rendimenti storicamente doppi, tassazione separata contro aliquota che scende al 9%, liquidità contro rischio di mercato. Guida pratica al bivio, numeri COVIP alla mano.

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