Le nuove regole del regime Non-Habitual Resident e l'impatto sulle strategie di ottimizzazione fiscale per chi investe dall'estero.
Il regime fiscale portoghese conosciuto come NHR (Non-Habitual Resident) ha attraversato negli ultimi anni una serie di riforme significative. Pensato originariamente per attrarre pensionati e professionisti qualificati, il regime ha visto una progressiva selezione delle categorie ammesse e una revisione delle aliquote applicabili ai redditi di fonte estera.
Per gli investitori italiani il nodo centrale resta la coordinazione fra residenza fiscale, fonte dei redditi e convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni. Trasferire la residenza in Portogallo non azzera automaticamente gli obblighi italiani: occorre interrompere correttamente i criteri di collegamento (iscrizione AIRE, centro degli interessi vitali, dimora abituale) e mantenere tracciabili i passaggi.
Sul fronte dei redditi di capitale e delle plusvalenze, le modifiche introdotte dal legislatore portoghese hanno ristretto l'area dei redditi esenti, in particolare per dividendi provenienti da giurisdizioni considerate non collaborative. Per gli investitori in ETF, fondi e azionario internazionale è opportuno mappare ogni flusso prima del trasferimento, anziché dopo.
La pianificazione successoria merita un capitolo dedicato. Il Portogallo non applica un'imposta di successione in senso stretto sui parenti diretti, ma il quadro complessivo va letto insieme alla normativa italiana, che continua a tassare gli immobili siti in Italia anche per non residenti.
In sintesi: il regime resta interessante, ma non è più il "rifugio standard" di qualche anno fa. Le scelte vanno calibrate sul singolo profilo patrimoniale, con attenzione alle finestre temporali di accesso e alla compatibilità con la propria attività professionale.


